Riabilitazione dal tumore al seno

February 24, 2018

La presa in carico riabilitativa della donna operata al seno per tumore deve comprendere ogni fase, ovvero "il recupero della centralità del paziente, facendosi carico non solo degli aspetti fisici della malattia, ma anche di quelli psicologici relazionali e sociali.
La riabilitazione in oncologia assume un'importante connotazione sociale, in considerazione dell'aumentato numero dei lungosopravviventi e della cronicizzazione della malattia.
La fisioterapia oncologica, insieme a chirurgia, chemioterapia e radioterapia interviene in tutte le fasi dell'iter diagnostico/terapeutico e gli scopi della riabilitazione sono quindi la prevenzione e il trattamento degli esiti iatrogeni, il recupero delle funzioni lese, la riscoperta delle potenzialità residue, il mantenimento e miglioramento della qualità di vita, in qualunque fase della vita.
Dopo questa fase, abbiamo la fase dell follow-up.
Essa è una fase delicata, in cui la donna deve essere ancora accompagnata. E' il momento in cui la fase attiva delle cure è terminata, la donna si trova all'improvviso sola, smarrita, col carico di ansia e preoccupazione che la malattia lascia, non riesce più a vedersi "come prima", a tornare "come prima", e diviene facile preda di depressione.
E' una fase che può durare anni, e il lavoro si dovrà focalizzare sulla riscoperta delle potenzialità e sul miglioramento della qualità di vita.
La promozione dell'attività fisica, di tipo aerobico, è fortemente consigliata, insieme all'educazione a un corretto stile di vita e al supporto, con l'inserimento nella rete di solidarietà per il miglioramento della qualità di vita.
Il trattamento fisioterapico standard è in genere rivolto alla sola gestione del linfedema, ed è ancora presente il tabù che sia da evitare l'attività fisica intensa per evitare il rischio di linfedema. Viene spesso raccomandato ai pazienti di evitare sforzi fisici importanti o ripetitivi con l'arto omolaterale all'intervento.
Questo consiglio non trova nessun riscontro clinico, come possiamo leggere dai lavori di McKenzie del 1996 che dimostrò come l'esercizio ritmico, intenso che coinvolge tronco e arto superiore ha un ruolo importante nel contenimento dell'edema, nell'aumento dell'articolarità e del trofismo muscolare, con azione coadiuvante di pompa drenante. Diversi altri studi confermano questi dati: Clark B., 2005; Herd-Smith A, 2001; Ferrandez JC, 1996;.
L'esercizio fisico raccomandabile, in tutte le fasi, spazia dallo Yoga, al North Walking, fino alla sala pesi leggera e al bodyweight.

- Fabrizio Leone -
Fisioterapista, Personal Trainer, Docente NonSoloFitness

 

 

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