Il nostro cervello "automatizzato"

October 14, 2017

Di gesti automatici ne facciamo tutti ogni giorno, il più delle volte rendendocene conto solamente dopo. A volte ci preoccupiamo anche di alcuni errori o dimenticanze dovute a scarsa attenzione o a gesti compiuti sovrappensiero, eppure è tutto normale: secondo gli esperti, infatti, il 90% delle nostre azioni sfugge a un controllo cosciente. Ma perchè? Da cosa dipendono i gesti automatici? E come controllarli per evitare inconvenienti?

Tutti i nostri parametri fisiologici e molti gesti (respirazione, battito, masticazione, postura) sono automatici e regolati in modo non volontario da varie aree cerebrali come talamo, ipotalamo, corteccia premotoria. Poi c'è un'altra grossa parte di automatismi svolta dai nostri cinque sensi, vale a dire elaborazioni di informazioni visive, tattili, acustiche, olfattive, gustative. E poi ci sono una serie di comportamenti divenuti nel tempo automatici a furia di ripeterli. Dunque solo una piccola porzione delle nostre azioni è davvero volontaria e controllata, circa il 10%. 
I processi volontari, definiti in gergo top down, sono governati dalla volontà conscia. Sono però seriali, possiamo cioè farne uno alla volta, mentre gli involontari sono detti paralleli visto che non interferiscono l'uno con l'altro. 
Quanto tempo ci vuole perchè una azione controllata diventi automatica? Gli studiosi hanno stabilito che occorrono pochi minuti per memorizzare una sequenza di azioni, ma perchè questa diventi un automatismo possono passare mesi.

Come evitare però a questo punto che gli automatismi in questione vengano eseguiti in modo automatico anche quando non vorremmo? L'unica soluzione è prestare più attenzione a ciò che si fa. Attiveremo in questo modo il nostro sistema attenzionale e supervisore che monitora il comportamento e ci permette di correggere gli errori in tempo.
A questo proposito occhio allo stress; un ruolo chiave infatti lo gioca la stanchezza, nei periodi di fatica non abbiamo le energie sufficienti per controllare tutto ciò che facciamo. Anche la depressione, con scarsa attenzione per tutto ciò che ci circonda, porta a diventare "automi". 
La prima regola è cercare di riposare in media otto ore a notte. A seguire, ridurre appunto lo stress, nei periodi di massima fatica cercare dunque se possibile di delegare i compiti più gravosi. 
Da notare, infine, quando tale condizione rischia di diventare patologica: un periodo lungo di errori dovuti a gesti che non riusciamo a controllare perchè automatici può capitare a chi soffre di sindrome da stanchezza cronica. I sintomi principali sono: sensazione di stanchezza prolungata, mal di testa, mal di gola ricorrente, dolori muscolari, insonnia, difficoltà di concentrazione. Se questi sintomi persistono per almeno sei mesi è bene consultare il medico. Le cause di questa rara sindrome non sono ancora chiare, si sospetta un'infezione o perfino un'intossicazione alimentare.

 

-Stefano Stradotto-
responsabile marketing e comunicazione

 

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